Il momento doveva arrivare, lo so.
Mi dico da mesi che prima o poi sarebbe successo.
Quindi ok…sono pronta!
Pronta?
Pronta?
No che non sono pronta CAZZO!
Mamma, domenica sera c’è la festa delle scuole in discoteca, posso andare?
Ed ecco che ci siamo.
Posso dirgli no?
Ovviamente no.
Primo perché io ci vado e mi ci diverto pure.
Secondo perché è una tappa obbligata.
Così come arriva la varicella…arriva anche la prima volta in discoteca.
Ho pensato per giorni al discorso da fare.
Aria truce, intransigente, da Fuhrer insomma… che poi a me riesce particolarmente bene.
Prova a toccare una goccia di alcool e la prossima volta che uscirai sarà il tuo ventesimo compleanno!
Se lo spavento forse funziona.
...
Poi ecco che succede la magia, quella che solo i figli sanno creare, quella che arriva al momento giusto nel posto giusto.
E le parole escono fluide, il tono è gioviale e più o meno quello che ne è uscito è questo:
Tu lo sai che sono preoccupata vero?
Si. Ma non ne hai motivo.
Lo so. Ma tu sai anche che quando ti hanno appoggiato sulla mia pancia, appena nato, mi hanno dato un patentino sul quale c’era scritto: "Da oggi sei una rompi scatole patentata e hai il sacrosanto diritto di preoccuparti per ogni singola minchiata".
Lui ride, e rido anch’io.
Vorrei che tu pensassi con la tua testa, di quella mi fido. Qualsiasi cosa tu decida di fare vorrei che fosse frutto di una tua decisione, non di quella di qualcun altro. E se avrai voglia di assaggiare un cocktail non ne sarò contenta, ma so che prima o poi lo farai e allora forse è meglio in questa occasione, visto che fuori ad aspettarti ci saremo io o papà. Ti girerà la testa…ma non si è più fighi se lo si finisce tutto e chi te lo vuole far credere è più sfigato di chi userà la consumazione per prendersi una coca cola. E adesso andiamo in cucina che mi è venuta voglia di un panino con la nutella.
…
Cazzo se è difficile…