mercoledì 27 ottobre 2010

Panico pa-panico pa-panico pauraaaaaa!!!!!

Il momento doveva arrivare, lo so.
Mi dico da mesi che prima o poi sarebbe successo.
Quindi ok…sono pronta!
Pronta?
Pronta?
No che non sono pronta CAZZO!
Mamma, domenica sera c’è la festa delle scuole in discoteca, posso andare?
Ed ecco che ci siamo.
Posso dirgli no?
Ovviamente no.
Primo perché io ci vado e mi ci diverto pure.
Secondo perché è una tappa obbligata.
Così come arriva la varicella…arriva anche la prima volta in discoteca.
Ho pensato per giorni al discorso da fare.
Aria truce, intransigente, da Fuhrer insomma… che poi a me riesce particolarmente bene.
Prova a toccare una goccia di alcool e la prossima volta che uscirai sarà il tuo ventesimo compleanno!
Se lo spavento forse funziona.
...
Poi ecco che succede la magia, quella che solo i figli sanno creare, quella che arriva al momento giusto nel posto giusto.
E le parole escono fluide, il tono è gioviale e più o meno quello che ne è uscito è questo:
Tu lo sai che sono preoccupata vero?
Si. Ma non ne hai motivo.
Lo so. Ma tu sai anche che quando ti hanno appoggiato sulla mia pancia, appena nato, mi hanno dato un patentino sul quale c’era scritto: "Da oggi sei una rompi scatole patentata e hai il sacrosanto diritto di preoccuparti per ogni singola minchiata".
Lui ride, e rido anch’io.
Vorrei che tu pensassi con la tua testa, di quella mi fido. Qualsiasi cosa tu decida di fare vorrei che fosse frutto di una tua decisione, non di quella di qualcun altro. E se avrai voglia di assaggiare un cocktail non ne sarò contenta, ma so che prima o poi lo farai e allora forse è meglio in questa occasione, visto che fuori ad aspettarti ci saremo io o papà. Ti girerà la testa…ma non si è più fighi se lo si finisce tutto e chi te lo vuole far credere è più sfigato di chi userà la consumazione per prendersi una coca cola. E adesso andiamo in cucina che mi è venuta voglia di un panino con la nutella.
Cazzo se è difficile…

lunedì 25 ottobre 2010

Dall'altra parte

E' come essere andati a vivere in un grande condominio.
Ci s'incontra per le scale, si chiacchiera in ascensore, il "giro dell'umido" è quasi un rituale.
Bella questa "migrazione di massa"...e non so quante volte si sia verificata ma sono orgogliosa di quanto siamo riusciti a fare tutti assieme.
Ci sono ancora tante cose da capire, ed è bello la sera, andare a trovare qualche altro inquilino, curiosare sul suo arredamento, chiedere consigli sul termostato della caldaia o il contatore dell'acqua.
Però bisogna inziare a lavorarci un po', altrimenti le ragnatele prendono il sopravvento.
E allora vi racconto di come si sta dall'altra parte, quella del mi piaci ma non abbastanza, ecco...proprio quella parte lì...
Io che invece sono sempre stata dalla parte del "se mi volesse direbbe, se gli piacessi farebbe...."
Marco l'ho conosciuto tramite un'amica comune.
E mi stava anche un po' antipatico...animatore nelle discoteche di notte, consulente finanziario di giorno.
Bel tipo, capelli neri tutti sparati come piacciono a me, occhi verdi...bello insomma!
Abbiamo iniziato a chiacchierare la sera su skype, discorsi seri, profondi e scopro che dietro un ballerino straordinario c'è una testina niente male.
Gli incontri per il caffè diventano una piacevole abitudine settimanale.
Basta che io dica dove sono e magicamente compare nel giro di 15/20 minuti.
Basta che io scriva "cosa ne diresti se stasera venissi a ballare dove lavori tu?" e lui rinuncia alla serata lavorativa per stare con me, non mi molla un secondo e balliamo fino a non riuscire a stare più in piedi.
Marco, quando sono stata operata, era parcheggiato sotto l'ospedale, perchè hai già tanta gente sopra con te...io voglio solo che tu sappia che non mi muovo di qui finchè non mi mandi un msg che è tutto ok...
Marco non vuole niente (dice...) solo quello che io posso e voglio dargli.
Marco scrive mi manchi se non ci sentiamo per un giorno.
Marco devo continuamente "ridimensionarlo", e allora aspetto un po' prima di rispondere ai suoi msg, a volte evito di dire dove sono, sdrammatizzo i suoi vorrei fossi qui, i ti voglio bene che arrivano all'improvviso e sono come pugni sullo stomaco.
Marco non è Thomas...ecco direi che tutto questo lungo discorso si può concludere così.
E dall'altra parte si è più forti...ma non si sta granchè bene.

giovedì 21 ottobre 2010

Si apre il sipario

Lo spettacolo inizia.

Dietro le quinte sistemo le scarpette.

L'adrenalina sale.

Ogni nuovo spettacolo porta con se
emozioni e paure.

Ma sono pronta.

Si va in scena...